lunedì 23 settembre 2013

Non siamo amore

Ciao
Passeggero piovuto sulla mia strada
Non sei un angelo, non sei l'amore per sempre o il desiderio infinito.
Sei reale
Sei ubriaco
Le nostre ombre si fondono  sui mattoni rossi di Bologna
hanno gambe lunghe e barcollanti
le nostre ombre tra i motorini , tra il piscio delle colonne, tra le vie spopolate della quasi alba
di quel breve tratto che intercorre tra il fine serata  e il mattino
lì dove c'è solo risacca
lì dove nessuno ci sente.
Con le mani intrecciate balliamo questo valzer dei folli
e non ne abbiamo mai ballato uno prima
 vortichiamo sotto la brina che diventa
finissimi coriandoli d'oro illuminata dalla luce densa dei lampioni
e ci piove addosso
e ci sembra la sala del gran ballo con i lampadari a gocce
una principessa secca e scialba con un principe senza corona
cosparsi di amore euforico, amore senza promesse, amore di una notte,
amore che sappiamo finito
In ogni angolo le mie scapole che sporgono dal corpetto grattano sul muro
non saremo mai io tua e tu mio
sappiamo di non appartenerci
che nessuno appartiene a nessuno
te l'ho detto
non siamo angeli, amore per sempre e promesse
ma comunque quasi corriamo  , comunque le nostre mani si stringono, comunque come folli sbattiamo contro muri , imprimiamo e suggelliamo ancora un po' di quell'amore di una notte nell'aria.
E in un posto so che ti troverò sempre
prendi tutto ,chiudilo in uno scrigno e gettalo nell'acquitrigno della vita
ma non graffiarlo con gli artigli della disperazione
non cercare di resistere alla rappresaglia dei ricordi
ce lo siamo detti
non siamo per sempre, non siamo amore eterno e non siamo un happy ending.
Siamo solo qui ora, ancora un po' , ancora un'altra notte
sapendo che
qualsiasi cosa succederà
ci sarà un'altra notte, a prescindere da tutto
,è la nostra tacita ed unica promessa
ci ritroveremo, prima o poi, un'altra notte
perchè solo qui possiamo vivere
e dimenticare per un po'.




mercoledì 4 settembre 2013










Posso continuare a festeggiare l'Halloween a Natale
e il Sabato sera fingere di avere impegni.
Consumare film vecchi in cinema di centro città
un biglietto monoentrata e sacchetto di carta bianca
caramelle mangiate a metà
schiacciate  tra denti e rossetto.
 Vestire di Gouttie e Richmond
in piazza Verdi
sotto le Torri
nella Bologna Rossa, quella universitaria, quella da discorsi filosofici e Ceres
tra tutti e senza nessuno
scivolare tra baristi , cocktail , puzza di piscio e dreds
come un essere spersonalizzato in cerca di emozioni umane
o forse in cerca di niente
Tra tutti e senza nessuno
per approdare
su un fittone 
con DeLillo in grambro.
E intanto una bottiglia di vino si rovescia
qualcuno ride
e qualcuno muore a modo suo.
Ci è stata a malapena fornita la teorica giusta disposizione per vivere,
nessuno è ancora venuto a far la morale su come morire.
Per fortuna
infondo alcune cose è meglio scegliersele con la propria testa.

Dove sei stanotte?
Dove sei? nelle stecche del corpetto? nello spacco della gonna?
Sei in qualche mio tatuaggio forse?
Sei negli occhi di un'altra ragazza?

Sei già la voce dentro la mia testa
hai già questo posto d'onore
e possiamo pattuire
 di vivere
l'Halloween a Natale
o come Jack e Sally
che poi si trovano sempre , in segreto
nel silenzio pulito dell'ossesione
sull'ombra sul soffitto della stanza
 appena prima di chiudere gli occhi
con l'indecisione se lasciar passare una lacrima o sorridere
che anche stanotte non dormo da sola

Perchè lo vuoi tu o lo voglio io
Non sto dando colpe
Questa sera non ci sei stata
ho sorriso
ma non nascondo che mi giravo per cercarti.





 Ossessione






mercoledì 17 luglio 2013

Solite aurore

 Si ricomincia con le solite aurore.
Mentre la gente si sente sconfitta ad imbustare pensieri che non dovrebbero stare in un cassetto.
Commissiona suggerimenti sfioriti, affamata di inganni.
Pochi sanno toccare delicatamente un corpo,pochi ne riconoscono ancora uno.

Si ricomincia con le solite vite.
Che resistono alla demagogia culturale. Alla vereconda menzogna emulatoria dell'istruzione.
Alla sociologia manipolatrice da pizza hut. Alle filosofie del successo seriale.

Mentre la gente non è più nemmeno gente.  
Si ricomincia con gli insulti mansueti.
Strofinati nell'abitacolo del nostro fragile emisfero emotivo. Dove nessuno può cercare l'evidenza.
Si ricomincia. Disintegrando. Il pasto. Il passo. Questo posto. Dappertutto.

 Massì,siamo tutti stati ubriachi.
Di stelle, di inverni perduti, di vuoti a perdere.
Paracadutati da una  nuvola desiderata.
Avvelenati. Dai passivi natali preconfezionati. Coi monumenti addobbati. Per nascondere il marciume dell'abbandono, dell'ignoranza. 

Datemi del barbone.
Squarciata dal dolore di una ferita domata, 

una ferita troppo impegnata a brillare per sorridere su questa giornata priva di amore, 
per sorridere almeno un po' alla propria vittima.
Confidare nell'affetto del proprio carnefice è da stolti , eppure uno ci prova sempre.
Ma non c'è nulla da rimproverare.
E comprerò cioccolatini di miele. Mi lascerò andare in un cinema del centro città,fra velluto e sputi. Senza sangue. "Pulito-Pulito".Senza ricorso all'orrore. Per quello c'è la tv. Senza alcun riferimento a Dio. Quello non c'è.

 Ho pregato sai? Sì io atea , io miscredente, sono arrivata a pregare.
Perchè questo Mondo non è il migliore dei luoghi possibili,ma è quello di cui IO ho infinito bisogno.

Sai cosa ti dico? Di provare a trasformare il tuo dolore in disastro. 
Non puoi immaginare quanta grandezza vi sia nella decadenza struggente della distruzione. 
Ferirsi le braccia. Tagliare corti i capelli. Diventare un bocciolo sepolto. Stracciare sul futuro. 

 Burlarsi dei vivi. Suonargliele in faccia con tutta la rabbia che hai. Però fallo davvero, fallo per bene, fallo seriamente. Non quelle patetiche cose che leggi ingiro,quelle bambinette che impiantano una tragedia su tutto. Fallo in modo da comprometterti. Da avere rimpianti, da perdere. Fallo che non parti per un viaggio, che non scegli un percorso di studi, che rifiuti un marito, che ti volti indietro e vedi questa lunga fila di cose. Tutte insieme.
E se ci sei riuscita
sai cosa ti dico?Tornatene a casa. Sconfitta.
Perchè quel che può darti il perseguire ostinatamente la strada della distruzione 

è sì grande
ma non nobile. 
Non vi è nulla di romanzesco, nessuna rivelazione, non ingrandirai il tuo animo, nessuno ti guarderà con ammirazione.
Il mondo è dei vivi, il mondo è delle madri in berlina 4x4 , dei biscotti a colazione, dei compromessi quotidiani.
Un'amica mi ha detto "tutti siamo infinitamente piccoli in qualcosa" . 
La mia infantilità sta nel continuare ad avere bisogno 
di più, di altro, di oltre. 
Ostinatamente.
Le cose sanno di terra, sono qui.

giovedì 4 luglio 2013

So this is the New Year


Così questo è un nuovo anno
e io non sento alcuna differenza.
Così questo è un nuovo inizio, ma solo per il valore che gli attribuisco.
Quanti inizi ci saranno nella vita?
In realtà credo tanti, credo ogni volta avremo il coraggio di cambiare prospettiva.

Il post maturità è strano
è una giornata di cielo plumbeo estivo
e pioggia con il sole.

Il come ci sono arrivata è un altro paio di maniche.
Il 31 pomeriggio i miei genitori sono dovuti partire e mi sono dedicata ad un'autocarneficina ininterrotta per  tutto il giorno dopo. Avevo bisogno di violenza, di crudezza, di rompere con impeto lo stagno che imputridiva dentro. Dopo 24 ore passaare a vomitare, nell'ultimo episodio, mi sono messa a letto dicendo "basta". Il mio stomaco contava una scatola di cereali, un pacco di orosaiwa e uno di fette biscottate. Ho avuto una reazione strana...i due giorni a seguire, i due prima degli orali, mi sono chiusa in una bolla. A scandire i tempi  vi erano solo i miei ritmi biologici. Nessuna forzatura, niente lassativi, niente ore di ciclette...solo io, tazze di the e i miei libri. Nessun trucco, nessuna aspettativa. Avevo (ed infondo HO) fallito, e dopo la violenza assordante della disfatta, non  era rimasto altro che il rumore della risacca . La carezza del mare che filtra e lenisce la sabbia ancora calda del sole feroce appena tramontato. La sigaretta che fumi seduto  perterra, quella che non è l'intervallo tra impegni , quella che è solo fumo a disperdersi nell'aria. è stata la consapevolezza abbacinante di aver fallito a richiamare il bisogno di una violenza così marcata. Da quando sono iniziati gli esami, ho covato un esplosione del genere. Ho rimuginato nell'assenza. Quando ho scritto che " a rimestare tra le cose morte si muore" intendevo questo. Intendevo che uno si aggira per questo mondo nella convinzione che comunque al cospetto di una prova importante, di una scelta, riuscirà ad agire ponendo questa prima di tutto.Ho reagito così perchè la mia vita è  tra bruciare quello che ho in corpo e combattere per non farlo entrare. Il resto è il sottile intermezzo che scorre flebile, è lo studio che NON puoi fare perchè queste cose prendono il sopravvento, è la passione che NON puoi sviluppare. Ed è la consapevolezza abbacinante che di tanto in tanto (perfortuna?) arriva e scatena inevitabilmente qualcosa. Io si, ho una maturità scientifica adesso...ma vorrei dire a tutte coloro che ancora devono affrontare questo step...è pesante. è pesante infinitamente fare una quinta superiore così.
Io mi sarei aspettata di essere qualcosa di più...qualcosa di meglio.Mi sarei aspettata di affrontare con la giusta convinzione, il giusto impegno questa prova, ponendola davanti a tutto. E non ci sono riuscita, fallendo con me stessa.Con me stessa perchè ha vinto questa cosa..non nella pratica.
Nella mia bolla ho raccolto quel che potevo delle mie conoscenze per due giorni e...
ed è stato l'ora le della vita. è stata una sensazione impagabile .
Per le lodi sulla tesina difficile e ben sviluppata , per i contenuti della prima prova, per la fiducia che ho visto negli occhi dei miei insegnanti,per la sensazione che provavo mentre rispondevo , per il prof di educazione fisica che ha detto " tu eri un talento della pallavolo, poi nella vita si fanno scelte ma sei stata una delle migliori giocatrici che ho conosciuto". è difficile che mi sopravvaluti, ma è stato un orale da trenta...e ancora più, da trenta è stato quel che mi ha lasciato. Una forza incredibile.Il vuoto, il vuoto sereno.

Così questo è un nuovo anno
perchè infondo ho ritrovato qualcosa
o almeno l'atmosfera è da nuovo anno
per il regalo immenso che mi è stato fatto.



(Scusate se sono sparita sia qui che in privato, adesso vedo di provvedere a rispodere a tutti )





















martedì 25 giugno 2013

Maturità 2013

Alla maturità ho fatto 15\15 sulla criticatissima analisi di testo del giornalista e scrittore Claudio Magris. Non sono un fulmine nelle analisi. L'ho scelta perchè era la meno banale, perchè ero in pallone  e perchè non lo so nemmeno.Mi soo buttata a scrivre. Ho cercato di riportare alcuni concetti il più fedelmente possibile a come li avevo scritti. Perdonate la forma abbozzata e non curata xk odio gli sfronzoli postumi all'idea originale.Ovviamente ho tagliato su molte parti perchè nemmeno io le ricordo.
Vi invito a leggere prima la traccia...e a rifletterci sopra.


Traccia"Non c’è viaggio senza che si attraversino frontiere (..), anche quelle invisibili che separano un quartiere da un altro nella stessa città, quelle tra le persone, quelle tortuose che nei nostri inferi sbarrano la strada a noi stessi. Oltrepassare frontiere; anche amarle – in quanto definiscono una realtà, un’individualità, le danno forma, salvandola così dall’indistinto – ma senza idolatrarle, senza farne idoli che esigono sacrifici di sangue.Saperle flessibili, provvisorie e periture, come un corpo umano, e perciò degne di essere amate; morta li, nel senso di soggette alla morte, come i viaggiatori, non occasione e causa di morte, come lo sono state e lo sono tante volte.Viaggiare non vuol dire soltanto andare dall’altraparte della frontiera, ma anche scoprire di essere sempre stat pure dall’altra parte.(..) Ogni viaggio implica, più o meno, una consimile esperienza: qualcuno o qualco
sa che sembrava vicino e ben conosciuto si rivela straniero e indecifrabile, oppure un individuo, un paesaggio, una cultura che ritenevamo diversi e alieni si mostrano affini e parenti.
(::) Se ci si mette a girare su e giù per un ponte, mescolandosi alle persone che vi transitano e
andando da una riva all’altra fino a non sapere più bene da quale parte o in quale paese si sia, si ri
trova la benevolenzaper se stessi e il piacere del mondo"

Le frontiere che si incontrano in un percorso possono essere molteplici, vasta dimostrazione ce ne offre la storia . La linea Maginot, il Rubicone,la Cortina di Ferro. Eppure ognuna di questa è crollata , trascinata al suolo dagli stessi fallaci ideali umani , che con il tempo rivelano la loro caducità ,sfumando e disperdosi nella polvere d'odio che pareva renderli tanto consistenti.Forse, il più inattaccabile Muro di Berlino è invisibile, forse è quello posto all'interno di un individuo. Ogni esistenza è relazionata a una lontananza fisica e metafisica. Vi sono distanze  che separano cuori, pensieri che impediscono unioni.
Definire, comprendere ciò che non si è . Una negazione del sè, direbbe Hegel. Fondamentale è per l'uomo definire, porre degli step, trovare e darsi parametri. Pena ne sarebbe una continua tensione senza sapore di conquista o perdita.  La frontiera è il gradino , quel gradino che permette di voltarsi indietro e sorridere incima ad una scala. Bisogna amare le proprie frontiere ed al contempo non farne idoli , afferma Magris. "Idolo" dal greco "eidlon",  è  figura, aspetto e a sua volta deriva da "eido": vedo. Vedere qualcosa di cui l'idolo è immagine. Amare smodatamente una proiezione. Ossessione dal latino etimologicamente significa (ob(esclusivo)- sidere) : sedere difianco a qualcuno in modo da isolarlo dal mondo. Lo scarto più negativo che può assumere una frontiera è tramutarsi in ossessione. In un muro oltre il quale si gettano gli idoli di una vita. Un muro che si porta sempre con se,che esclude dal mondo, oltre il quale sta la  terra promessa, oltre il quale stanno personali proiezioni. Gabbie invisibili, inattaccabili. Vicoli senza possibilità di svolta.
Esistono tanti viaggi. Viaggi circolari, viaggi che si risolvono in spirali asintotiche rivolte verso l'alto. Viaggi di Pastori Erranti dell'Asia che alzano il naso sconfortati verso la Luna, viaggi che forse appartengono un po' a tutti. Viaggi geografici comequello affrontato  dall'Ulisse di Omero, viaggi interiori dell'Ulisse di Joyce.
L' Homo viator per antonomasia si colloca probabilmente nella figura di Dante, nella straordinaria unione di un'esperienza corporale ed al contempo assolutamente astratta. Iter mentis in deum. Un'iter mentis percorso su gambe stanche ed occhi strabiliati.
Cosa gli ha consentito di ritornare, cosa lo ha salvato dalla lacerazione abbacinante di una realtà così fuori dall'umano ?
Dante  ai limitari della Selva non vedeva altro che oscurità e ignoto. Eppure ha ritrovato qualcosa di noto nella trascendenza più assoluta. Dante si è rivisto nell'amore terreno e disperato di Paolo e Francesca, nella brama focosa di Ulisse, nel gesto così umano della congiunzione delle mani in preghiera dei beati nell'apice dell'Empireo. Dante ha sentito voci vere, ghiaccio e calore vero. Nel punto più estremo dell'ineffabile vi era un piccolo brandello della sua umanità.
Ogni valicazione di bariera rivela che, dall'altro lato, non  c'è una nuova vita,una realtà inesplorata, ma l'ignoto che va a mischiarsi con qualcosa di noto. Persino all'interno di noi. Si varca un confine portando dall'altra parte il peso di quel che c'era prima. Vi è una cotinuità intrinseca nell'anima che non permette di abbandonare memorie. Il corpo, la mente, sono scatole nere. Razionalmente si dimentica cambiando spazio geografico , con il tempo. Tuttavia l'inconscio conserva, silenzioso, e non si sa mai con che potenza rigetterà fuori il taciuto.
"Viaggiare non vuol dire soltanto andare dall’altraparte della frontiera, ma anche scoprire di essere sempre stati pure dall’altra parte". E a volte si viaggia per arrivare a capire che l'oggetto della ricerca è sempre stato lì, andava solo scoperto.


(vi lascio delle foto che ho fatto a una ragazza di recente,le trovate anchein  SmagliatureSulCuore  il mio blog pseudofotografico)


















lunedì 17 giugno 2013

Carry on


(Post ispirato a questa canzone
dedicato a un'amica,
 a tutti coloro che vorrei andassero avanti
e forse prima di tutto a me)

"We are not
We are not shining stars”
This I know
I never said we areThough I’ve never been through hell like that

-“Non siamo,Non siamo stelle che risplendono”
Questo lo so, non ho mai detto che lo fossimo
Anche se non sono mai passato per un inferno simile.-
We are who we are
On our darkest day
When we’re miles away
Sun will come
We will find our way home
If you’re lost and alone
Or you’re sinking like a stone
Carry on, carry on.

-Siamo quello che siamo
Nel nostro giorno più buio, quando siamo a miglia di distanza
Arriverà il sole ,troveremo la strada di casa
Se sei smarrita e sola
O stai affondando come una pietra
Vai avanti,vai avanti
-

Non siamo stelle che risplendono 
siamo matite e penne bic.
Siamo ormai giovani uomini e donne, 
spogli di alcuna brillantezza
cavi perchè qualcosa ci ha scavati .
Veri, incredibilmente veri.

Animi sconnessi, animi forse non consapevoli,
dalla trama della maglia dell’esistenza troppo blanda per trattenere troppo a lungo le cose
.
"Chi lotta con i mostri deve guardarsi di non diventare, così facendo, un mostro.
E se tu scruterai a lungo in un abisso, anche l'abisso scruterà dentro di te.
"
*
A rimestare tra le cose morte, si muore.
Non si scappa,non giocateci sopra perchè
"Colui che senza morte vaga tra la morta gente "era solo Dante.
Quanto tempo hai scrutato quell'abisso? Quanto ci hai lasciato?

Quante monetine della fortuna hai lanciato, quanti desideri risucchiati?
Dove è l'abisso che ti risucchia

e dove è il resto che ti si spinge?
Quando c'è una falla fuori e quando dentro?
"Bisogna essere un mare per accogliere un fiume così immondo "*
Quanto siamo mari? Quanto torbidi laghi?
E...
Quanto siamo Soli?
Io trovo Soli in una mattina.

Trovo Soli negli occhi dei miei amici,
nella stessa trepidazione per un futuro ormai presente,
per il non sapere dove saremo domani ma che oggi condividiamo questo. 
Trovo Soli in una notte, in una bottiglia di vino e in odori di pioggia notturna sulla sabbia.
Si nascondono Soli in  una canzone.

Carry on , carry on.

E a volte

nelle situazioni più negative
mi capita di pensare che in noi, in me,
c'è quella straordinaria capacità che è
l' Aufhebung. **
La forza  di 

Raccogliere chi siamo, lasciare andare il negativo e superare, superare sempre tutto.
Carry on, carry on.


*
Cit Nietzche "così parlò zaratustra"

**Parola tedesca che racchiude in sè contemporaneamente il concetto di raccogliere, lasciare andare e superare.

venerdì 7 giugno 2013

" A Veronica
elegante come un cerbiatto
leggera come una farfalla"
Con affetto dalla prof S .

"Mirandola
incontro tante anime come prof
tu sei
l'anima chiara,
che guarda oltre la siepe.
L'anima silenziosa, che parla così forte"


In anni di liceo non ho mai legato rapporti indissolubili con professori o alunni.
Le intese avute sono state al più tacite.
Come ultimo giorno di scuola

non credevo di piangere. Credevo mi sarebbe stato indifferente.

Ho pianto dalle 8 del mattino.
Non mi aspettavo queste dediche, 

questi regali
e questi abbracci.
Solo a me.
In disparte dagli altri
l'imbarazzo poi mio di nascondere una cosa così cara.
Sarà stupido , ma queste due professoresse non sanno quanto hanno fatto.


Di sera concerto dei green day , unico. Un amico mi ha regalato il biglietto a sorpresa... E certo, in pista a pogare ed arrivare in prima fila, un soffio dal cantante.
Sono svenuta completamente nell ultima canzone risvegliendomi su una barella dopo 10 minuti . Non mi riprendevo ma è stato incredibile. Il mio corpo ha staccato tutto x 10 minuti non mi era mai successo x così tanto. Quando mi sn svegliata mi sembrava di avere dormito ore , anni, per un po' mi sembrava di essere in un altra vita e non sapevo rispondere su quanti anni avevo o dove abitavo. Lo so che è " una cosa brutta" ma x certi versi era come non essere più niente.
Nello stato confusionale appena sveglia , x un attimo, ho sperato di rimanere x sempre così . In maniera del tutto indiretta ,contorta e irrazionale ho voluto morire.




domenica 26 maggio 2013

Why not?


Quippe adulationi foedum crimen servitutis malignitati falsa species libertatis ines. 
(è facile rifiutare la cortigianeria , mentre la calunnia prodotta dall'astio trova orecchie ben disposte):
poichè è insito nell'adulazione il crimine del servilismo, mentre nell'odio si profila una falsa promessa di libertà

_Tacito, Historiae

Ed il senso è :  facile cogliere ciò che ci sta scomodo , ben più difficile combattere contro una falsa promessa di libertà propinata con le giuste modalità suasorie.  Perchè?Perchè molti autoinganni è meglio lasciarli tali: se si togliesse il vello illusorio, ci sarebbe il rischio di sprofondare. Tutti ,almeno una volta, si sono detti che sarebbero stati l'eccezione alla regola pur sapendo la strada che andavano a intrapprendere.è facile dire, sentire, leggere di persone disperate perchè ormai vivono con due dita in gola. Quasi sempre la bulimia è riconosciuta come qualcosa di  insano , da combattere. Ben più difficile è questa presa di coscenza quando si restringe perchè, cito letteralmente , "si profila una falsa promessa di libertà".
Io stessa mi metto in prima fila, in questa schiera, questa marcia di persone che via via perdono piccoli brandelli d'identità fin che non ne rimane che un guscio.Fin che non rimangono automi, calcolatori, ripetitori di gesti meccanici.
Credo la cosa più grande e difficile che si possa fare sia, in un momento di "serenità" restrittiva, in cui i piani vanno bene , provare ad andare controcorrente. Avere i coglioni di autosmascherarsi in un momento (per il dca) positivo.



Alla frase che leggo soventemente
"Why?" Is the wrong question . Ask you "Why not?" (WinterGirl)

Vorrei per una volta rispondere invertendo l'accezione originaria del  

Why not? 
Perchè? Perchè lasciarsi perdere così? Perchè NON cercare in ogni modo di attaccarsi a qualcosa?
A 19 anni ho il terrore di lasciare casa non per affetto dei familiari, ma perchè potrei ammazzarmi nei primi  mesi di completa autoarchia. A 19 anni ho paura di scegliere non per la difficoltà degli studi, ma per una psicosi che mi covo gelosamente e che per quanto possa sembrare io faccia di tutto per tirare le cuoia il prima possibile, amo troppo la vita per compromettermela. E so che da sola lo farei. 

Sono passati 7 anni nel frattempo. E le cose iniziano a diventare un po' più fossile.

Voi davvero riuscite a rispondere meglio alla domanda "Perchè non dovrei continuare così?"
che a "Perchè non dovrei provare a vedere altro?"

A volte poi riesco a vivere ancora a 

quadretti di cioccolato e birre 
consumate con un amica in un tramonto urbano. 
Balconi su corti interne di casemoni grigi del centro 
e tinte magenta del sole. 
Cenere su pagine di quaderni a quadretti e Bic rosicchiate.
Poi ci sono certe notti, quelle dove sei la ballerina dei tetti.
Ci sono i batticuore, e le settimane prima della maturità.
C'è l'estate di capelli lunghi e vino bevuto alla bottiglia. 

E quei settembri dove nulla sembra più strano delle foglie che cadono o di quando riuscivamo a pensare che quei giorni estivi non sarebbero mai finiti.
C'è la volta che riascolti una canzone e ti piacerebbe rivedere quel ragazzo, potresti quasi risentire il suo odore.
E ci sono un milione di altre cose che aspettano solo di essere trovate
Ecco perchè 
raramente
riesco ancora a chiedermi
"Why not?"

sabato 11 maggio 2013

Animous

"Non essendosi potuto fare in modo che quel che è giusto fosse forte,
si è fatto in modo che quel che è forte fosse giusto"
La massima di Pascal che ho aplicato. In altre parole: a costo di fiaccare ogni risorsa,
fai della falla il punto di forza.
Non so che aria inquinata abbiamo respirato io e i miei migliori amici da piccoli. B. ha una famiglia\storia da tragedia greca, E. ha un possibile cancro al seno (x il quale siamo tutti in sospeso) e ci è rimasta sotto con l'alcol\droghe assortite. Io e la mia personalissima carneficina sempre presenti. Però, nonostante tutto, tra il taciuto e  il vissuto, c'è un senso di calore quasi fraterno quando siamo tutti e quattro insieme. Nella presenza dell'altro, copriamo quella distanza che va tra il non detto e l'evidente. Quel senso di casa che troviamo in un nonluogo, quel momento in cui il mediastino non sembra troppo stretto per un cuore gonfio d'impulsi. L'altra sera eravamo noi e un paio di birre, noi nella banalità delle nostre piccole  vite con sotto casualmente questa canzone.
Sarà che infondo mi è venuta la genuina paura di perdere i miei amici.


(tecnicamente foto orribile, ma al quale tengo tantissimo.
In realtà nelle foto dopo c'è anche un'altra ragazza che non è propriamente del nostro gruppo)

L'inizio di tante cose è alle porte e noi non possiamo essere più insicuri. Più piccoli.
Siamo eroi, siamo esuli.
Siamo favole e racconti urbani di principesse mignotte e folletti omosessuali.
Tramonti in barca a vela con l'impasto in gola di fumo .

Siamo sopravissuti a burrasche, a vuoti nel diaframma, a professori ed arroganza,
ma ancor più,

siamo sopravissuti a noi stessi.
Siamo stati mimi della gioia, siamo stati croste di pizza.
Scarpe di tela,
sigarette accovacciati sul bordo di un gradino,
e la città, da lì in basso, non ci è mai sembrata così grande.
Ognuno nel suo fuoco, quel fuoco sterile di cui ancora vediamo le ceneri posarsi nel silenzio ovattato.
E potremmo vederci solo ceneri, solo silenzio,
oppure qualche altra bugia.
A volte ritorna Ligabue, la leggerezza di certe notti, e i sogni di macchine che corrono per arrivare ad un happy hour lungo la spiaggia.
Ma non siamo più così e questo lo sento dentro di me, lo vedo negli occhi. C'è una pesantezza che va al di là del momento, c'è una parte che sta iniziando a premere troppo.
Io spesso vesto di bugia o ricerco senza camuffe la mia droga. Ed è un veleno dolce .Giorno dopo giorno corrosivo nella dolcezza di un personalissimo nascondiglio. Il bisogno di leggerezza, il bisogno dell'oltre.E per andar oltre, tornare nei soliti ristagni.Il mio oro, la mia culla, quel pensiero sterile ma sicuro. E anche se il corpo non lo riflette più, anche se nessuno lo direbbe mai, io sono e rimarrò sempre la ragazza che "legge i cibi e mangia i libri" come diceva Barto.
Ma
Animous* -ora torna il respiro.
Deve tornare il respiro, perchè se le cose non si impostano adesso, se non si tira la corda adesso, per i tempi futuri non si potrà far altro che accontentarsi e cadere nella mediocrità delle opportunità perse(o neanche mai cercate).
 Ho ascoltato sotto la pioggia tutte le canzoni che mi ricordavano qualcosa e le ho lasciate andare.  Bisogna essere un mare per accogliere un fiume immondo senza essere impuri.*
 E noi non siamo che stagni.

Non ho nulla, e forse anche questo è un punto di partenza.




Our Crazy Time =)




















mercoledì 6 marzo 2013

Teenagers



Siamo giovani ancora
e lo siamo nei nostri baci
lo siamo
in Io sopra te con mutande colorate e
in Tu con i jeans contro le mie cosce.
Lo siamo nelle  mani
sotto la  felpa
che sale e si incastra tra le bocche
e lo siamo nel mio torace nudo.
Nel non dominare ma scoprire
e stupirsi.
In questo siamo giovani.
Non dici sesso perchè infondo il sesso non sai  bene cosa sia.
Ancora pronunciarlo fa arrossire.
Ancora non ha nessuna perversione.
Tra poco non saremo più così.
Con quegli occhi chiusi per assaporare il momento e superare l'imbarazzo.
Tra poco saremo più corrotti
saremo perizomi
voci più roche
mani più rudi e parole sgraziate.

Questa notte possiamo ancora essere una sigaretta nudi alla finestra
a guardare giù
e vedere il mondo poi non così distante
fino a che le prime luci non iniziano a rifrangersi sui palazzi.
E allora ci abbagliano
e dobbiamo coprirci.
Torniamo a essere il fantasma di un bambino, l'ologramma di un adulto.
Le tue labbra sanno di vino scadente e di me,
probabilmente non ricorderemo più questa stretta al petto tra un paio d'anni
quando le cose saranno già più fossile, e noi avremmo i primi calli.
Ma per un ultimo istante la notte ritorna in questo bacio
e di nuovo abbiamo il destino in pugno.




And we were trying different things
We were smoking funny things
Making love out by the lake to our favorite song
Sipping whiskey out the bottle, not thinking ’bout tomorrow

lunedì 4 febbraio 2013

Croste di pizza

Guardo le cose ridendo mentre mi impongo di ricordarle.
Non succederà.
Mi addormento e non dormo ogni notte
prometto che da domani niente droghe, niente giochini, niente barare
che non devo tirare la corda così tanto
che
-Chissà come saresti se non ti fossi fatta dalla mattina alla sera per tutto sto tempo
.
V sei più morta che viva.
-Intanto ti do la merda in qualsiasi materia.
-Intanto io i 20 anni forse li vedo.

Vero.

A noi insomma,
che ci ghiacciamo le dita per rollare dei drum e beviamo vino da un euro e trentanove.
Alle tre del pomeriggio.
Brindiamo.
A noi.
A me.

Come va concretamente?
Mi strafaccio ogni giorno. E non solo di canne.
Ignoro il cibo e vado a zucchero.
Non mi spaventa lo zucchero , nè lo yogurt, nè la frutta.
Posso bere anche 4-5-6 tisane in 3 ore tutte zuccherate, a patto di non mangiare niente.
Breve scossa di giorni bulimici giusto per far visita a qualche altra cattiva abitudine
picco di 12 specchiate al chiaro di luna sul cesso
breve disperazione
Ripresa
Da fine dicembre ho perso 8 kg tondi.
Un cazzo in pratica, ho solo ripreso un aspetto non da bombolone.E mi sono sgonfiata.
Ora sono normale e posso iniziare la guerra al pari.
Ascolto musiche cattive .
Faccio foto e la scuola non voglio sapere a che conteggio sono arrivate le assenze
ma quest'anno ho tutta l'impressione che non ci arrivo infondo.
Questo lo dico perchè so di cosa sono capace e conosco la storia che mi sto raccontando.
E sopratutto ho la media del 9. Wooooow.
Rabbia, una Rabbia informe verso tutto e per tutto.
E ciò che spaventa è che la Rabbia è proprio la forza motrice. Uno dei miei trucchetti.
Competizione malsana . Adrenalina impura che mi fa reggere giornate in piedi dalle 2 di notte.
Rabbia perchè sono una psicolabile . Se mi regali del cibo, caramelle, io non le mangio. Le conservo e le rigiro. Ho un armadio pieno di cibo . Psicolabile del cazzo.
Inetta.
Obesa.
Inetta che nn ci vede più un continuo e non vederci un continuo implica essere molto affezionati circa l'idea di farsi davvero troppo di qualcosa. E poi saluti e baci. Questo vuol dire non vederci un continuo.
Rabbia per Pi che non voglio che torni dall'America perchè lui è grande è un Uomo è maturo e aveva detto "non ti affezionare" e invece mi scrive sempre. E se un uomo ti scrive sempre si è affezionato senza bisogno che lo dica. Sai che fai a una persona con la mia instabilità lasciandola in sospeso così?
Vaffanculo P con tutte quelle notti insieme. Quei discorsi.

Certe notti è giusto lasciarle lì. Smettere di rincorrerle . Certe notti passano come acqua sul letto di un fiume e al mattino al massimo ci trovi i detriti.
Io non credo nell'amore per sempre. Credo nell'amore di oggi. Nell'amore di una notte, di una bottiglia di vino condivisa , di un discorso. Io l'ho amato in questo senso.Ma non dovevo dargli spazio. Non posso stare con nessuno, è solo una Persona. E ne rimarrebbe esasperato. Ammesso (e assolutamente non concesso) che mi voglia anche solo rivedere. Mi illudo che non sia così. E mi fa rabbia. Non voglio rivederlo.


L'unica cosa che so fare è fotografare.
Sono in cerca di soggetti non per forza belli , ma con una storia sul corpo.
Ho bisogno d'arte. Ho bisogno di bere e iniziare a mettere il mondo su una pellicola nella bellezza dell'imperfezione umana. In ossa grandi , in pelle cadente, in un occhio più storto.
Ho bisogno di scrivere. Di chiudermi 5 ore in un bar e scrivere.
Foglio bianco penna vino caffè. Loop infinito. E scrivere e fotografare.
Sto facendo i capricci.
Ma ho una rabbia che mi sta squoiando.
E non so perchè.
La mia faccia non è scavata, di più. Fa impressione. Però almeno si sta sgonfiando.
Corrosa.
Sono una crosta di pizza.















sabato 19 gennaio 2013

Sacco nero

Ho dei problemi al pc . RIesco a connettermi dal cell ma postare è davvero troppo impegnativo.
Appena mio babbo ci da un occhio torno =)


Siamo uomini cavi perchè qualcosa ci ha svuotato.
Balliamo questo valzer viennese
mentre il mondo si apre alla guerra
Noi brindiamo con vino dolce sulle Boulevard
Noi  rifiutiamo l'arte di Manet perchè i dipinti non devono guardare negli occhi
devono rimanere lontani, essere osservati non osservatori.
Non guardarti negli occhi, non guardarmi.

C'è un sacco nero e
puzza di vomito, di sangue , di altro.
C'è un sacco nero fuori dalla finestra della camera
e accanto una tazza di caffè freddo e sigarette.
Una stagnola accartocciata pupille a spillo e una volta di nuvole bianche .
Io o tu o Isa o Vicky
siamo. Ero. è Ero. è Eroina.
O possiamo essere Eroi solo per un giorno.
 
Sono le 3.48
Nella notte la neve assorbe tutti i colori fuor che i raggi lunari.
Teoria del colore. Newton e spettro continuo.
 
Mi fa compagnia il Sacco Nero
il cutter
Isa o Vicky o io o Tu
le Grazie sempre insieme
ma voi non lo sapete
perchè mi vergogno anche qui
La e Le persone
che ci sono
che sono

Vicky è il Sacco Nero

Vuoi sentire quanto pesa il mio stomaco, mamma?
è lì dentro.

Mangia ogni possibilità
e diventa la tomba dei tuoi desideri.
I tagli sono l'epitaffio non celebrativo di una cazzata dietro l'altra.
Sono abbastanza atea da non sperare.
Sei abbastanza desaturata da poter credere che le cose, tutto sommato, vanno avanti anche così.
Vividezza -36 con un tocco di photoshop.
Però le cose vanno avanti anche così.

Ed è vero.
Tutto scorre nella logica delle azioni, della natura e del mondo.
è la prima e necessaria legge fondamentale dell'essere umano:
pantarei.

Solo che questa volta pantarei un cazzo.
Disolito il cutter lo uso con la sinistra perchè mi illudo di non avere abbastanza forza.
Ma sono ambidestra. E so che i tagli è meglio farli in verticale.
Speravo di trovare così tanto principio attivo nell'eroina da overdose.
Per caso.
Sapete che è uno dei pochi casi in cui sei in arresto respiratoio ma il cuore continua a battere?
Per un po', ovviamente. Solo per un po'.