domenica 26 maggio 2013

Why not?


Quippe adulationi foedum crimen servitutis malignitati falsa species libertatis ines. 
(è facile rifiutare la cortigianeria , mentre la calunnia prodotta dall'astio trova orecchie ben disposte):
poichè è insito nell'adulazione il crimine del servilismo, mentre nell'odio si profila una falsa promessa di libertà

_Tacito, Historiae

Ed il senso è :  facile cogliere ciò che ci sta scomodo , ben più difficile combattere contro una falsa promessa di libertà propinata con le giuste modalità suasorie.  Perchè?Perchè molti autoinganni è meglio lasciarli tali: se si togliesse il vello illusorio, ci sarebbe il rischio di sprofondare. Tutti ,almeno una volta, si sono detti che sarebbero stati l'eccezione alla regola pur sapendo la strada che andavano a intrapprendere.è facile dire, sentire, leggere di persone disperate perchè ormai vivono con due dita in gola. Quasi sempre la bulimia è riconosciuta come qualcosa di  insano , da combattere. Ben più difficile è questa presa di coscenza quando si restringe perchè, cito letteralmente , "si profila una falsa promessa di libertà".
Io stessa mi metto in prima fila, in questa schiera, questa marcia di persone che via via perdono piccoli brandelli d'identità fin che non ne rimane che un guscio.Fin che non rimangono automi, calcolatori, ripetitori di gesti meccanici.
Credo la cosa più grande e difficile che si possa fare sia, in un momento di "serenità" restrittiva, in cui i piani vanno bene , provare ad andare controcorrente. Avere i coglioni di autosmascherarsi in un momento (per il dca) positivo.



Alla frase che leggo soventemente
"Why?" Is the wrong question . Ask you "Why not?" (WinterGirl)

Vorrei per una volta rispondere invertendo l'accezione originaria del  

Why not? 
Perchè? Perchè lasciarsi perdere così? Perchè NON cercare in ogni modo di attaccarsi a qualcosa?
A 19 anni ho il terrore di lasciare casa non per affetto dei familiari, ma perchè potrei ammazzarmi nei primi  mesi di completa autoarchia. A 19 anni ho paura di scegliere non per la difficoltà degli studi, ma per una psicosi che mi covo gelosamente e che per quanto possa sembrare io faccia di tutto per tirare le cuoia il prima possibile, amo troppo la vita per compromettermela. E so che da sola lo farei. 

Sono passati 7 anni nel frattempo. E le cose iniziano a diventare un po' più fossile.

Voi davvero riuscite a rispondere meglio alla domanda "Perchè non dovrei continuare così?"
che a "Perchè non dovrei provare a vedere altro?"

A volte poi riesco a vivere ancora a 

quadretti di cioccolato e birre 
consumate con un amica in un tramonto urbano. 
Balconi su corti interne di casemoni grigi del centro 
e tinte magenta del sole. 
Cenere su pagine di quaderni a quadretti e Bic rosicchiate.
Poi ci sono certe notti, quelle dove sei la ballerina dei tetti.
Ci sono i batticuore, e le settimane prima della maturità.
C'è l'estate di capelli lunghi e vino bevuto alla bottiglia. 

E quei settembri dove nulla sembra più strano delle foglie che cadono o di quando riuscivamo a pensare che quei giorni estivi non sarebbero mai finiti.
C'è la volta che riascolti una canzone e ti piacerebbe rivedere quel ragazzo, potresti quasi risentire il suo odore.
E ci sono un milione di altre cose che aspettano solo di essere trovate
Ecco perchè 
raramente
riesco ancora a chiedermi
"Why not?"

sabato 11 maggio 2013

Animous

"Non essendosi potuto fare in modo che quel che è giusto fosse forte,
si è fatto in modo che quel che è forte fosse giusto"
La massima di Pascal che ho aplicato. In altre parole: a costo di fiaccare ogni risorsa,
fai della falla il punto di forza.
Non so che aria inquinata abbiamo respirato io e i miei migliori amici da piccoli. B. ha una famiglia\storia da tragedia greca, E. ha un possibile cancro al seno (x il quale siamo tutti in sospeso) e ci è rimasta sotto con l'alcol\droghe assortite. Io e la mia personalissima carneficina sempre presenti. Però, nonostante tutto, tra il taciuto e  il vissuto, c'è un senso di calore quasi fraterno quando siamo tutti e quattro insieme. Nella presenza dell'altro, copriamo quella distanza che va tra il non detto e l'evidente. Quel senso di casa che troviamo in un nonluogo, quel momento in cui il mediastino non sembra troppo stretto per un cuore gonfio d'impulsi. L'altra sera eravamo noi e un paio di birre, noi nella banalità delle nostre piccole  vite con sotto casualmente questa canzone.
Sarà che infondo mi è venuta la genuina paura di perdere i miei amici.


(tecnicamente foto orribile, ma al quale tengo tantissimo.
In realtà nelle foto dopo c'è anche un'altra ragazza che non è propriamente del nostro gruppo)

L'inizio di tante cose è alle porte e noi non possiamo essere più insicuri. Più piccoli.
Siamo eroi, siamo esuli.
Siamo favole e racconti urbani di principesse mignotte e folletti omosessuali.
Tramonti in barca a vela con l'impasto in gola di fumo .

Siamo sopravissuti a burrasche, a vuoti nel diaframma, a professori ed arroganza,
ma ancor più,

siamo sopravissuti a noi stessi.
Siamo stati mimi della gioia, siamo stati croste di pizza.
Scarpe di tela,
sigarette accovacciati sul bordo di un gradino,
e la città, da lì in basso, non ci è mai sembrata così grande.
Ognuno nel suo fuoco, quel fuoco sterile di cui ancora vediamo le ceneri posarsi nel silenzio ovattato.
E potremmo vederci solo ceneri, solo silenzio,
oppure qualche altra bugia.
A volte ritorna Ligabue, la leggerezza di certe notti, e i sogni di macchine che corrono per arrivare ad un happy hour lungo la spiaggia.
Ma non siamo più così e questo lo sento dentro di me, lo vedo negli occhi. C'è una pesantezza che va al di là del momento, c'è una parte che sta iniziando a premere troppo.
Io spesso vesto di bugia o ricerco senza camuffe la mia droga. Ed è un veleno dolce .Giorno dopo giorno corrosivo nella dolcezza di un personalissimo nascondiglio. Il bisogno di leggerezza, il bisogno dell'oltre.E per andar oltre, tornare nei soliti ristagni.Il mio oro, la mia culla, quel pensiero sterile ma sicuro. E anche se il corpo non lo riflette più, anche se nessuno lo direbbe mai, io sono e rimarrò sempre la ragazza che "legge i cibi e mangia i libri" come diceva Barto.
Ma
Animous* -ora torna il respiro.
Deve tornare il respiro, perchè se le cose non si impostano adesso, se non si tira la corda adesso, per i tempi futuri non si potrà far altro che accontentarsi e cadere nella mediocrità delle opportunità perse(o neanche mai cercate).
 Ho ascoltato sotto la pioggia tutte le canzoni che mi ricordavano qualcosa e le ho lasciate andare.  Bisogna essere un mare per accogliere un fiume immondo senza essere impuri.*
 E noi non siamo che stagni.

Non ho nulla, e forse anche questo è un punto di partenza.




Our Crazy Time =)