martedì 30 settembre 2014

Primo amore







AL
C'è a chi basta un 50Special per volare ,
e a chi uno stomaco vuoto.
Qualcuno si accontenta di un messaggino o un bacio agognato
e a qualquno la differenza la fa pesare un sedano.
Ci sono tanti modi per volare, e voli davvero.
Non credo esistano felicità fittizzie.
L'imprinting di un dca è nella linea di commistione tra  bello e bestiale
e forse è la categoria di sensazioni più brutale di tutte...perchè crea dipendenza.
E tutti quelli che dicono non da  felicità mentono.
NON PORTA a vera felicità, sì vero.
NON DURA, sì vero.
Ma li per lì, la felicità ce l'hai eccome .
Immagina di tornare a 12 anni quando per la prima volta prendi un treno ,  con i tuoi soldini,in segreto da mamma e papà, e vai a fare una scampagnata con le amiche in un posto lontano. Magari ci piazzi la prima birra o la prima canna. Giuro che nella tua vita non ti sentirai mai più così ubriaco o così fatto.
I treni che prenderai dopo non porteranno a posti così belli. I colori saranno più spenti e anche le compagnie meno esaltanti. In quel momento , in quello spazio liminale , eri Dio.
 è la sensazione su cui puoi sempre fare affidamento, il pensiero sicuro, che non sbagli mai.
Cancelli il resto , ma il ricordo intonso e felice della prima volta è quel che ti porti sempre dietro.
Come il primo amore.
Ben diverso dal primo sesso, quella è solo una degenerazione sporca.
Il primo amore è l'impido e spesso inespresso. é quello che ti fa nascondere dietro i muri e sbirciare il compagno di classe arrosendo. Il primo amore è infantile, e come tutte le cose infantili le sensazioni attorno sono pure, spontanee e fortissime.
Il primo amore è quello che ti fotte.

Perché adori soltanto l’inverno?I colori insaturi ? I romanzi senza lieto fine?
Perché credi che gli altri ti porgano solo inganni cordiali?
Novembre è capovolto. I poeti del 14 Dicembre sono tutti toccati dal destino.
Pericle e Canfora non sono mai stati compagni di banco 

e i ragazzi tristi si baciano più a lungo. Più dolcemente.

mercoledì 24 settembre 2014

Idiosincrasia

Idiosincrasia
Idios-Proprio
Syncrasis-Carattere



Lottiamo un vita intera per "Essere"
Emancipati , Autonomi e Indipendenti
 condizioni fondanti per la senzazione del nobile...
per l'arte, l'arte di creare musica e pitture, l'arte di vivere una vita  o l'arte di non morire.
Traslando sistema,  leggo di annunci hegeliani sulla "morte dell'arte", sulla crisi della scena indipendente italiana, sulla nullità volitiva dei giovani e sulle generazioni che non sono più quelle di una volta. Leggo a grandi lettere stampa di Repubblica e Il Carlino che le ciambelle non escono sempre con il buco e che le mezze stagioni si è scoperto non esistere più.  Questi cazzo di panda non ficcano e il giardino del vicino è più o meno sempre migliore. Leggo fango sulle testate nazionali, ma scorgo melma in chi ne fa oro. In chi "l'ho visto su youtube" ed "il pensiero comune".
Fatti un youporn.
Rivolgo una riflessione,un incitamento al pensiero che sorge dal basso,senza filtri d'interesse, che fa fatica a tramontare. Un pensiero sull'economia odierna, sulle misure " d'emergenza" , sull'instabilità del governo e personale:
"Questi individui che fino ad oggi hanno deciso in piena coscenza di baciare mani che MAI hanno "voluto" tagliare; che hanno depauperato per anni iniziative di ogni sorta, indirizzo e sfumatura; che hanno rincorso l'onda "main stream" a tutti i costi...come si comportano oggi?
Oggi che "per colpa degli altri  degradano"?"Falliscono?""Cercano il futuro all'estero"?
Dove li mettiamo i principi fondamentali? l'inalienabile "diritto alla rivoluzione"?
Diritto, prima che civile, diritto inalienabile dentro di ognuno. Il diritto di cambiare.
Saper costruire opportunità concrete. Libera iniziativa. Cultura, abnegazione,  passione. Coerenza.
Quali altri se non questi i parametri intoccabile dell'indipendenza, autonomia ed emancipazione.
Ad ogni modo, ad ogni pallina di fango vomitata sulla mia generazione,sulle prossime e su tutti coloro che arteficiano il proprio avvenire indifferenti alle retoriche comuni da mercato paesano e piazza Hut ,
io mi sento di dire
"Il panorama (quantomeno) italiano è vivissimo. Sano, pieno di risorse, formazione, e rabbia!"
Questi soggetti sono in crisi.
Questa è la crisi , amici miei.
Non il prezzo del petrolio che impenna e le borse che crollano. Non le imprenditorie che chiudono e i posti fissi fissamente precari. Questi sono riverberi.La crisi non è monetaria, la crisi è di identità strutturale e sovrastrutturale. La crisi è di chi sta sotto a tutti coloro che sono incapaci di sopperire alle "repentine modificazioni" del mercato.I grandi colossi dell'industria, che da sempre hanno tranciato il proprio orizzonte d'azione attiva e produttiva, riducendo a maceria la speranza di una offerta qualitativa... a fronte di una  genuflessione mercificatasi a guisa di spregevole domanda quantitativa
Loro Chiudono!
Chiudete? Prima di esservi resi indipendenti?
Come coloro che mollano prima di iniziare davvero. Che non ce la fanno prima di aver spostato un dito, ma non ce la fanno con il pensiero. Sai quanti, e sai quanta poca pena. Per le mie conoscenze ordinarie e per i "grandi " che falliscono . Sai quanta poca pena. Per tutti coloro che non hanno null'altro che una spirale strozzata di lamentele. Per tutti coloro che gravitano negli anni, ripetendo improbabili mantra di autocommiserazione\convinzione.Quanta poca pena per coloro che hanno una vita e non la vivono per inerzia. E non è un fatto religioso o di qualunquismo, non è " è un peccato gettar la vita". Mi ci faccio una sega sopra queste sparate. è che questo ammasso indefinito è proprio la stragrande maggioranza che commenta e inveisce a sparo. Dalle proprie poltrone nemmeno troppo comode perchè non hanno avuto lo sbattimento di procurarsi di meglio.
Lasciate piuttosto le vostre poltrone "da seconda seduta" e tornate a scavare
Lasciate, per questa volta, libero il passo
Non lanciate merda stantia.
Capite di aver offerto soltanto scatole vuote.
I contenuti non vi sono mai appartenuti... né per matrice intrinseca né perchéavete mai avuto capacità di valorizzarli

Lasciate le vostre ridicole poltrone e ritornate a scavare.
C'è bisogno d'altro.

lunedì 1 settembre 2014

La bellezza



Io urlo sempre quando qualcosa di bello finisce
Questa contorta concezione di bellezza. Bello se  fa male. Se fa stringere le budella.
La bellezza che trovo indietro è quella massiccia di momenti tesi, di  sbagli e recuperi, di pianti.
è quella che a un certo punto , in una discussione qualunque , guardi in faccia delle persone e senti che hanno preso più cose loro di te in una manciata di giorni che molti altri in un anno.
Quella che non ti accorgi quanto è vera , quanto è stata presente , fin che non è finita.
è quando chiudi sapendo che ciò che succede in quel luogo rimane in quel luogo.
Che siamo tutti persone diverse là fuori.
Siamo tutti più rotti ma meno visibilmente fragili, siamo tutti più gonfi, tutti più incartati nella demagogia culturale.
Siamo tutti pronti a essere diversi , ma rimaniamo attaccati alla nostra storia. 
Determinati a seguire il racconto già scritto.
Siamo tutti diversi, e sappiamo che fuori da qui nessuno si ritroverà più negli stessi sguardi.
Questa è la bellezza
Questo è il concetto di tempo liminale, di tempo che non ha tempo a cui non serve tempo.
Questa per me è la bellezza devastante, quella che esce in lacrime irreprimibili nei momenti più disparati.

La bellezza
è Settembre dove l’estate muore in un sangue di foglie arancio e l’inverno ancora non riesce a penetrare dei tramonti
è l’oceano dell’Aquitania , il mare che non è mare caldo e accogliente, ma violento sulla sabbia delle colline coperte di sterpaglie.
Sono i jeans lunghi ma la maglietta ancora a maniche corte.
è tornare in un posto, in una persona e accorgersi di essersi dimenticati tutti i preconcetti. Che puoi vivere secondo come sono le cose ogni giorno e non secondo come dovrebbero essere nella tua testa.
La bellezza è sapere che ogni cosa è possibile veramente.
La bellezza non sono le ossa, ma quello che celano gli occhi di chi le porta.
 La storia e la complessità di una persona.
Questa è la bellezza per me.
















giovedì 7 agosto 2014

For the first time in my life I'm living a  dream that does not fade in a few days 
For the first time my life is the most beautiful dream I could have

Per la prima volta nella mia vita sto vivendo un sogno che non dura l euforia del momento .
Non dura 15 giorni.   
I sogni sanno di sudato. Sono sporchi e non splendono. Non si palesano nemmeno all'improvviso come una sorpresa che fa brillare gli occhi.Sono un qualcosa di molto più continuativo. 

Il famoso "connecting the point" che non puoi ammirare se non buttando un occhio indietro.
A volte si  rischia di perdersi nell affanno e non guardarsi intorno e dire ... 

Cazzo  la mia vita è il più bel sogno che potessi avere
Un anno fa non avrei mai potuto vedere tutto questo
Perché  tutta la filosofia, tutta l autoanalisi , previsioni e senso intrinseco di predrstinazione  sono puttanate bellissime , ma puttanate. A forma di gabbia.
Che tengono chiusi in circoli di pensiero a spirale asintotica discendente . 

Perché 
è incredibile come la vita può cambiare all improvviso.E il futuro che avevi ieri non è lo stesso che avrai domani.
Non vuol dire sminuire il dolore . Rendere irrisoria la propria storiA. Ma prenderne congedo.
Prendi congedo dalla storia che avevi il giorno prima, ogni giorno. Così è solo così farai qualcosa .
Non c e nulla di peggio che essere  una storia da raccontare. Premeditare cosa raccontarsi.
Imprigionarsi nello stesso futuro ogni giorno .
Il futuro è diverso ogni giorno.

martedì 22 luglio 2014

Siate Affamati, siate Folli



Siamo costretti al cosmo della fisica classica
L'abbiamo scelto noi
e anche no
Questo è il genere di cose che si dice che capitano
Però ne siamo consapevoli
Allora teniamoci la storia materiale
Edifici che crollano
Complotti e scatole nere
Tutte le menti lo sono
Stringiamoci all concreta paura
Un vuoto sul quale danziamo
e senza equilibrio
Nè talento
Nemmeno il tuo abbraccio può farmi sentire protetta
Diversi a vomitare, diversi a pensare.
Diversi a vedere quello che non si ha. Diversi a muoversi, diversi a ridere.
Diversi in tutt anche a rubare ed uccidere.
Ma sopratutto, diversi a sperare e guardare in alto
perchè a volte, se ci credi, il cielo non è poi così distante.
Vorrei dedicae questo discorso a tutti coloro che stanno per iniziare qualcosa.
Siate sempre assintoti rivolti verso l'alto, perchè non c'è nulla di impossibile
e nulla che potreste perdere.
Siete già nudi.

https://www.youtube.com/watch?v=oObxNDYyZPs






Non potete sperare di unire i
puntini guardando avanti, potete farlo solo guardandovi alle spalle:
dovete quindi avere fiducia che, nel futuro, i puntini che ora vi paiono
senza senso possano in qualche modo unirsi .

 Dovete credere in qualcosa: il vostro ombelico, il vostro karma, la vostra vita, il
vostro destino, chiamatelo come volete... questo approccio non mi ha mai
lasciato a terra, e ha fatto la differenza nella mia vita.

Don't seattle

Ricordare di morire presto è stato lo strumento più utile che
abbia mai trovato per aiutarmi nel fare le scelte importanti nella vita.
Perché quasi tutto - tutte le aspettative esteriori, l'orgoglio, la
paura e l'imbarazzo per il fallimento - sono cose che scivolano via di
fronte alla morte, lasciando solamente ciò che è davvero importante.
Ricordarvi che state per morire è il miglior modo per evitare la
trappola rappresentata dalla convinzione che abbiate qualcosa da
perdere.

Siete già nudi. 
Non c'è ragione perché non seguiate il vostro
cuore.


 Nessuno
vuole morire. 

Anche le persone che desiderano andare in paradiso non
vogliono morire per andarci. 

E nonostante tutto la morte rappresenta
l'unica destinazione che noi tutti condividiamo, nessuno è mai sfuggito
ad essa. Questo perché è come dovrebbe essere: la Morte è la migliore
invenzione della Vita

E' l'agente di cambio della Vita: fa piazza
pulita del vecchio per aprire la strada al nuovo.


Stay Hungry, Stay Foolish.


lunedì 16 giugno 2014

corpo







Posso vedere il fuoco
ma non posso sentire il calore piacevole
Come Ulisse e le sirene
capire la pericolosità del suono
ma non la sua bellezza.
A quale albero della vela maestra devo farmi legare?

Ed eccolo lì
esploso dinuovo

il viscerale bisogno di un mondo fatato
libri di pagine che raccontano lotte di magia
la pace, quella particolare pace che solo un tossico  può capire
quegli occhi sgranati davanti a fantascenza ed effetti speciali
Le rune , il signore degli anelli. I goblin e le necromanti.
In un mondo dove il dolore è quello di una spada sul costato.
In un mondo dove non esiste dipendenza ,
dove non ci sono puttane e non c'è il cancro da fumo di sigaretta.
Lontano da favole urbane,
lontano dalle cose così umane.
Lontano come l' lsd.
Lì, io sto lì, e solo così posso stare anche qui.
Posso solo così non sentire più il mio corpo, che ormai non è più mio.
Sono io davanti alle macchine fotografiche e con un vestito bellissimo.
Sono io in luce tagliata e fondale nero. Sono io  con il profilo e il passo sicuro della passerella.
Sono io che so che c'è un corpo che mi permette tanto
tanti soldi e quindi tante possibilità.
Forzando la mano , posso farci tutto. Non sento più niente.
Non sento più l'appartenenza, e quindi la vergogna.
Posso far sesso e non sentire niente
a meno che la mia testa non decida che
devo sentire qualcosa
per rispetto dell'altra persona.
Perchè non sento più un corpo , ma faccio ruotare tutto lì intorno.
Ed è l'unica cosa che sento di avere da dare, di dover dare .

E non rimane più nulla.
L'unica cosa che rimane prende consistenza la sera
e rimane lì con il suo solito sapore di nulla
a cui ormai ho fatto la bocca
ma che costantemente richiama quel bisogno di violenza.

Come Ulisse con le sirene
sapere la pericolosità del suono
ma non la sua bellezza.
Conosco la pericolosità della fisicità, della condizione di carne a cui è vincolato l'uomo.
Conosco la potenza con cui è possibile devastare un corpo, corrodendo la pelle fuori e succhiandola da dentro.
Ma non ho mai setito la sua bellezza, e credo che non potrò mai.
Ed è una sensazione spiazzante.
Perchè uno direbbe, tutti direbbero che è invidiabile quello che io ho.
Io invece invidio chi può fare quello che vuole
perchè ho già troppe cicatrici disseminate per aggiungerne  altre.
E a volte rimango lì a rodermi senza far nulla
con una fame di violenza verso me che non ha nome
ma non posso 
perchè il fondotinta non copre delle ferite fresche.
Il fondotinta non copre proprio più un cazzo.
Non copre nemmeno il vuoto.
E allora rimane solo un corpo sul letto,  con un temporale di inizio estate e finestre aperte.

 Ma poi ci sono i libri
che  portano via
da nani e fate mignotte
del mondo reale.
Via dai fotografi e dalle misure.
Via da tutta questa corporalità, tutto questo bisogno di carne che ha il mondo.
Ci sono i film e le sostanze psicotrope.
La fantasia supera di gran lunga la realtà.
L'intangibile ha superato il reale.
Non avrei mai pensato che una spada elfica avrebbe combattuto per me a vent'anni.

Inizia a costruirsi quel sipario
io lo riconosco bene
una pellicola sottile all'inizio, una recizione ed un muro di mattoni
tra il reale e la fantasia
l'ho sempre fatto, come difesa naturale dai mostri .
I mostri esistono e non sempre siamo noi a vincere.
Il danno è che dalle fate
il passo verso  lsd che ti imbacalisce per giorni
 è brevissimo.
E quello è davvero un danno perchè poi ti riprendi ed è peggio di prima.
E rivuoi le fate e gli gnomi e quindi sei da capo.





venerdì 13 giugno 2014

Tra i vivi

-E un rumore mi attrasse
qualcosa si muoveva tra i morti
Era una bambina 
La portai fuori 
Chi sei
chiesi
Da quanto sei qui
Non lo so 
Cosa ci fai in mezzo ai morti
E quella rispose
Tra i vivi non posso più stare


mercoledì 28 maggio 2014

(non volevo cancellarvi i commenti ma non so perchè il post era tornato in bozza)

La differenza tra l'immagine che uno ha di sè stesso e la realtà sarebbe in grado di ammazzare chiunque. E forse il motivo per cui i vampiri non muoiono è che non hanno la possibilità di vedersi in fotografia .

Si può passare una vita intera a costruire un muro di certezze tra noi e la realtà.
E ovviamente qua non si sta parlando di aspetto fisico.
Conoscere certe persone è peggio di qualsiasi tortura pensabile.
E nn dico le persone brutte, ma quelle incredibilmente belle.
Perchè ti sbattono lì un sacco di cose, ti fanno rivivere un sacco di scelte e tornare a galla un sacco di rammarichi. Che avevi abbandonato sul fondo di tutto. Che ormai, diffondevano il proprio fiele a costanti ma basse frequenze. Ormai, normalità.
Personalmente non ho mai avuto paura delle grandi tragedie della vita.
Sono le goccioline a spaventarmi. Perchè non è più dolore, è erosione.
Una volta una ragazza mi ha detto che guardando me ci si possono vedere tantissime cose.
Tanti futuri, tante opportunità.
Se io devo guardarmi senza uno specchio non so cosa vedere.
Invidia,probabilmente. Per tutto e tutti. Per qualsiasi spazzino o neolaureato senza lavoro.
Chiunque, se rimane a contatto con me per un certo arco di tempo, vince un mare di proiezioni per cui diventa il mio oggetto di invidia preferito.
Chiunque ha una vita migliore della mia con questi occhi.
Dammi uno specchio, dammi un contesto e salto agli antipodi.
Medicina. Dentro un'aula, gomito a gomito con altri aspiranti al 30 e lode al primo esame della sessione, gioco per essere la migliore e far venire fuori tutti cretini.
Decontestualizzami e mettimi in un esame di ingegneria e farò lo stesso. Anche se non me ne frega un'emerita sega.
Questo succede quando non sai COSA sei. E vivi per tanto tempo identificandoti con voti, titoli e numeri. Come a barricarsi dietro un'armata di fogli di carta per far sì che le famose belle persone sopracitate non scorgano bene chi sei. O la tua invidia.

Una cosa che ho imparato fieramente a fare è andare avanti senza portarmi dietro chi ero.
Ovviamente , il passato è lì e nessuno ha la preteva di cancellarlo.
Ma fin tanto useremo il passato come scusa,
ci sarà sempre la nostra storia troppo tragica per fare altro.
Fin tanto non smettiamo di perseguitarci per le scelte sbagliate, di mettere alla gogna i genitori per non esserci stati o gli insegnanti per non aver insistito
non potremo mai avere davvero per le mani il presete.
Se riusciamo a perdonare ciò che gli altri ci hanno fatto , quello che noi abbiamo fatto agli altri , prendendo congedo da tutte le nostre storie , dall'essere carnefici o vittime,
solo allora potremo salvarci.
Non si fa che trasformare il passato in una storia in grado di dare ragione.
 è la stessa cosa che succede per le storie che si raccontano.
è l'unica via conosciuta per digerire e assorbire la propria vita: trasformarla in storia.
E ci sono storie che non si riescono a digerire , momenti di cui non si riesce a parlare, che ti fanno marcire dall'interno.
Ed avvelenano. Quel che si può dire si può anche controllare.
Il resto è
cultura della colpa, l'era delle vittime, carnefici e testimoni.
Innamorarsi del proprio dolore, farci una nicchia, al punto di chiamarla casa.
Al punto di non riuscire ad abbandonarlo.
Un po' come se i prigionieri di Auschwitz all'arrivo delle armate americane si fossero barricati dicendo
-voi non ci salverete, è ancora troppo presto, rimarremo qui fin tanto non ci troveranno
Fin tanto il mondo non verrà ad aprire la porta e a partire da quel giorno innondato di sole, il mondo intero ci amerà.
Io so per certo che nessuno aprirà mai la porta e inizierà ad amarci fin tanto noi pretenderemo questo. dall'alto della nostra ferita, la scusa, quello che ci rende speciali.


è brutto dirlo, ma personalmente ho ragionato in questo modo per così tanto tempo
che mi sembra di non saper camminare e allo stesso tempo di fluttuare

lunedì 21 aprile 2014

merry me






Siamo all'areoporto e sopra di noi gli aerei lasciando dietro di loro scritte e speranze.
Che cielo segnato che abbiamo. Che stomaco per aria , che pesantezza.
Troppa per affrontare un volo.
Troppa per essere all'alba dei miei vent'anni.
Troppa per non avere ancora visto i tuoi trenta.
Dopo anatomia uno, mi chiedo se la morsa allo stomaco sia il cardias ad annodarsi.Oppure perchè quando la midollare del surrene secerne l' ormone attacco-fuga il cervello poi sceglie sempre la fuga.
Divelti  su un prato fuori dall'aroporto Marconi , abbiamo perso ogni cardine. Sento uno stelo d'erba accarezzarmi l'orecchio, vedo i tuoi occhi nocciola che scrutano in alto e potrei contare le ore che ci separano. Il telefono sulla pancia e la playlist casuale sceglie where is my mind. L'odore della brina delle quattro del mattino e l'erba ormai schiacciata dai nostri corpi. Il cinguettio degli uccellini è forviante quando ancora ci sono le stelle. Non ho mai capito il punto preciso della notte in cui il buio è più buio .
So solo che tra poco i prmi raggi inizieranno a colpirci gli occhi, e torneremo ad essere una ragazza bionda e scialba  e un ragazzo ancora un po' ubriaco. Torneremo a essere umani ed mprovvisamente stentiremo il peso delle scelte e della notte in bianco premere sulle tempie. Tenerci un passo indietro dal mondo.
Sappiamo di non essere speciali, che mille altri fantasmi di storie cme questa si aggirano per questo luogo.
Sappiamo che questo è un addio, l'amore per sempre non esiste.
Sappiamo e sapevamo tante cose fin da subito però siamo comunque qui, comunque a guardare il cielo. Comunque tu ti giri e mi dici che non stai scherzando. 
Che si lavora, si rinuncia e ci si dice sempre che il tempo per costruire qualcosa verrà solo dopo che hai radunato abbastanza mattoni per farlo davvero. Comunque dici che i tuoi mattoni, le tue scelte di carriera importanti le hai fatte.E dici che se tra una settimana partissi senza più tornare, non è che non riusciresti più a vivere.Non è che non mi dimenticheresti mai o che non potresti più avere una donna.
Dici che non è questo. Questo è solo nei film. Ma si andrebbe a formare un vuoto senza nome.
-Il vuoto di un bivio che non ho scelto perchè sono cresciuto dicendo che per l'amore c'è tempo-.
Comunque dici che ora, a prescindere da quanto cercherò di dissuaderti, lo vuoi scegliere.
Mi cerchi le mani e inizi a percorrere tutto il rilievo delle cicatrici. Le conosci, sei l'unica persona che le conosce e può toccarle. Hai toccato le bruciature di sigarette spente sulle gambe, ti ho lasciato tracciarne il perimetro con le dita. Il perimetro delle mie coste e dello sterno. Da quando ti ho conosciuto,  sono sempre più diventate solo coste e sterno. Cartilagine ialina e cristalli di fosfato di calcio assemblati a regola d'arte.Non sono più guerre. Sai che peso ha per me il mio corpo, sai che sbarre imprescindibili comporta. Non l'ho mai nascosto, e cosa più importante non l'hai mai negato.
So che lo capisci in quel modo indicibile perchè, in forme assolutamente diverse, in te ritrovo quello stesso rumore di fondo. Quella dissonanza, che uccide ogni pretesa di rubarle il primo posto.
Un aereo decolla e aggiunge un altro graffio a questo cielo troppo segnato.
Un aereo decolla e dici che non lo prenderai.

Sposami



martedì 18 febbraio 2014

Etichette

Ho 19 anni e ho fatto
Cameriera\ barista \modella \fotomodella \ ragazza immagine\ donna delle pulizie \ piercer \badante per disabili-bambini-vecchi-amici che non sapevano bene badare a sè stessi.
Studentessa modello \ studentessa pessima \ studentessa bocciata\ studentessa con fughe \ studentessa100L \ studentessa30L \ studentessa di liceo classico \ studentessa di liceo scientifico \ studentessa della prima laurea è medicina ma la seconda antropologia \studentessa sconfortata, delusa, entusiasta, con gli occhi sgranati perchè per natura tendo alle grandi cose. Mai studentessa serena.
Amica fedele,stronza ,bastarda\ amica persa\ l'amica delle confessioni \l'amica dell'amico gay\ l'amica delle 3 di notte e dei tramonti urbani\ amica di letto\ amica di letto innamorata\ l'amica amante\ il sesso di una notte \l'amante dell'altro continente\ l'amante ritrovata
Sono stata l'amore di tutti i giorni\ l'amore noioso \l'amore non amore\l'amore impossibile\l'amore della vita è ingiusta\ l'amore del dulce stil novo \ l amoreche ci ritroveremo\ l'amore di sesso\ l'amore da canzone di amore\ l'amore di chi non si vuole bene\ l'amore tra alcol e notte\ l'amore che se è amore dura \ e l'amore che l'amore non è vero che vince tutto.
Sono stata bambina dei libri\ bambina non più dei giochi\  bambina seria \ bambina ragazza\ ragazza delle mille porte accanto\ ragazza ignorata, indicata, respinta\ ragazza starnazzante nei negozi\  ragazza in tacchi senza saperci camminare\ ragazza in tuta\ragazza in discoteca\ragazza della prima sigaretta non aspirata, prime bevute e corse in macchina\ragazza di certenotti e del Roxy bar\ ragazza del domani smetto\ ragazza dei capelli colorati, piercing e tatoo\ragazza dei treni\ragazza del tu eri un talento della pallavolo\ ragazza che lascia\ ragazza che a volte non molla, ma mai costante.
E perchè no, sono stata la ribelle\ depressa\vuota\ con i segni sulla pelle\ con la redbull light e  il quarto di mela \ 4 ore di palestra\ solo ossa\ l'anoressica\ la fissata \ dita in gola \ acqua\ pantaloni che si allargano\ pantaloni che stringono \ il freddo del pavimento sotto i piedi e poi la bilancia\ calorie scritte sul telefonino e questo no perchè ho mangiato prima.

Sono stata amica, sorella e moglie ma mai madre\  bambina \ ragazza ed ora quasi donna.
 
Sono queste etichette
Le sono stata tutte, tutte vissute nell'ideale più stereotipato pensabile, ma che insieme prendono solo la mia forma.
L'unica cosa che ho imparato è che ogni etichetta ha un peso,
ed il corpo è una scatola nera che prima o poi ti restituisce il contraccolpo.

Caro Tiziano Ferro , forse il sole esiste per tutti davvero , 
Ma sono gli occhi che lo guardano a fare la differenza.

mercoledì 29 gennaio 2014

blowin' in the wind -maledetto questo mondo che ci ha fatto incontrare senza darci la possibilità di stare insieme




Quante strade un uomo deve percorrere prima di poter essere chiamato uomo?
E quanti occhi deve veder piangere prima di riuscire egli stesso a farlo?
La risposta è nel vento amico mio

la risposta forse non c’è neanche.
La risposta è qui nel vento, la risposta è tra la pioggia che ci sputa in faccia e che si trasforma in neve
Alzo lo sguardo
“è neve, X è neve”
ed è  come se non l’avessi mai vista
perché  per un istante tutto sembra migliore
Tutto diventa ovattato, tutto finalmente si decide a lasciarci andare
escludendoci dalle catene invisibili che trasciniamo ogni giorno.
 Iniziamo a vorticare
senza sapere perchè, senza finalmente uno scopo, senza tenere la situazione sotto controllo.
Il viso rivolto alla luna e ai lampioni
Con i cristalli che si sciolgono tra le  mani e immortalano i nostri  respiri in nuvole opache.
Rubiamo così un altro attimo a questo tempo, a questo scorrere impietoso,
rubiamo un altro attimo a tutto questo che ci ha travolto e chiuso in una privata malinconia che possiamo solo intuitivamente avvertire. Che non ha sbarre, che non ha vie. All’interno del quale siamo eroi, siamo risacca, siamo reduci. All’interno del quale muoriamo e logoriamo ogni momento , ma grazie cui ci possiamo trovare per pochi attimi.
Io ti amo come non si ama una persona  che si ha a cuore. Io ti amo come chi non ha nulla per combattere per una storia. Ti amo come chi vede il tuo  stesso mondo, quel particolare modo di concepire la vita da cui non torni indietro.  Io ti amo, tu mi ami , lo sappiamo. Lo sappiamo ora e lo sapremo sempre. Lo sappiamo come chi si dice che le cose sono ingiuste, gettando nell'acquitrigno della vita ogni progetto insieme.
Vortichiamo in mezzo ai cocci di bottiglia di Piazza Verdi, balliamo osservati da una giuria di senza tetto e sotto i fasci densi dei  lampioni . Balliamo in mezzo al gretto e al ruvido in cui siamo immersi tutto il giorno , ogni giorno.  E la sostanza viscosa che ordinariamente ci opprime, adesso è  un fluido  sinoviale . Adesso possiamo urlare quel rumore di fondo, possiamo ballare sui suoi accordi, possiamo mostrarlo senza vergogna e senza spiegazioni.  
Vieni a casa e ferma questo vuoto stanotte.  
Ed eccoci lì
ancora una volta insieme ma senza stare insieme,
insieme in quel modo che non si può  stabilire
insieme come solo noi sappiamo di stare
Insieme come si può solo sentire.
E come sempre senza sapere che cavolo stessimo facendo.

lunedì 13 gennaio 2014