mercoledì 29 gennaio 2014

blowin' in the wind -maledetto questo mondo che ci ha fatto incontrare senza darci la possibilità di stare insieme




Quante strade un uomo deve percorrere prima di poter essere chiamato uomo?
E quanti occhi deve veder piangere prima di riuscire egli stesso a farlo?
La risposta è nel vento amico mio

la risposta forse non c’è neanche.
La risposta è qui nel vento, la risposta è tra la pioggia che ci sputa in faccia e che si trasforma in neve
Alzo lo sguardo
“è neve, X è neve”
ed è  come se non l’avessi mai vista
perché  per un istante tutto sembra migliore
Tutto diventa ovattato, tutto finalmente si decide a lasciarci andare
escludendoci dalle catene invisibili che trasciniamo ogni giorno.
 Iniziamo a vorticare
senza sapere perchè, senza finalmente uno scopo, senza tenere la situazione sotto controllo.
Il viso rivolto alla luna e ai lampioni
Con i cristalli che si sciolgono tra le  mani e immortalano i nostri  respiri in nuvole opache.
Rubiamo così un altro attimo a questo tempo, a questo scorrere impietoso,
rubiamo un altro attimo a tutto questo che ci ha travolto e chiuso in una privata malinconia che possiamo solo intuitivamente avvertire. Che non ha sbarre, che non ha vie. All’interno del quale siamo eroi, siamo risacca, siamo reduci. All’interno del quale muoriamo e logoriamo ogni momento , ma grazie cui ci possiamo trovare per pochi attimi.
Io ti amo come non si ama una persona  che si ha a cuore. Io ti amo come chi non ha nulla per combattere per una storia. Ti amo come chi vede il tuo  stesso mondo, quel particolare modo di concepire la vita da cui non torni indietro.  Io ti amo, tu mi ami , lo sappiamo. Lo sappiamo ora e lo sapremo sempre. Lo sappiamo come chi si dice che le cose sono ingiuste, gettando nell'acquitrigno della vita ogni progetto insieme.
Vortichiamo in mezzo ai cocci di bottiglia di Piazza Verdi, balliamo osservati da una giuria di senza tetto e sotto i fasci densi dei  lampioni . Balliamo in mezzo al gretto e al ruvido in cui siamo immersi tutto il giorno , ogni giorno.  E la sostanza viscosa che ordinariamente ci opprime, adesso è  un fluido  sinoviale . Adesso possiamo urlare quel rumore di fondo, possiamo ballare sui suoi accordi, possiamo mostrarlo senza vergogna e senza spiegazioni.  
Vieni a casa e ferma questo vuoto stanotte.  
Ed eccoci lì
ancora una volta insieme ma senza stare insieme,
insieme in quel modo che non si può  stabilire
insieme come solo noi sappiamo di stare
Insieme come si può solo sentire.
E come sempre senza sapere che cavolo stessimo facendo.

lunedì 13 gennaio 2014