lunedì 16 giugno 2014

corpo







Posso vedere il fuoco
ma non posso sentire il calore piacevole
Come Ulisse e le sirene
capire la pericolosità del suono
ma non la sua bellezza.
A quale albero della vela maestra devo farmi legare?

Ed eccolo lì
esploso dinuovo

il viscerale bisogno di un mondo fatato
libri di pagine che raccontano lotte di magia
la pace, quella particolare pace che solo un tossico  può capire
quegli occhi sgranati davanti a fantascenza ed effetti speciali
Le rune , il signore degli anelli. I goblin e le necromanti.
In un mondo dove il dolore è quello di una spada sul costato.
In un mondo dove non esiste dipendenza ,
dove non ci sono puttane e non c'è il cancro da fumo di sigaretta.
Lontano da favole urbane,
lontano dalle cose così umane.
Lontano come l' lsd.
Lì, io sto lì, e solo così posso stare anche qui.
Posso solo così non sentire più il mio corpo, che ormai non è più mio.
Sono io davanti alle macchine fotografiche e con un vestito bellissimo.
Sono io in luce tagliata e fondale nero. Sono io  con il profilo e il passo sicuro della passerella.
Sono io che so che c'è un corpo che mi permette tanto
tanti soldi e quindi tante possibilità.
Forzando la mano , posso farci tutto. Non sento più niente.
Non sento più l'appartenenza, e quindi la vergogna.
Posso far sesso e non sentire niente
a meno che la mia testa non decida che
devo sentire qualcosa
per rispetto dell'altra persona.
Perchè non sento più un corpo , ma faccio ruotare tutto lì intorno.
Ed è l'unica cosa che sento di avere da dare, di dover dare .

E non rimane più nulla.
L'unica cosa che rimane prende consistenza la sera
e rimane lì con il suo solito sapore di nulla
a cui ormai ho fatto la bocca
ma che costantemente richiama quel bisogno di violenza.

Come Ulisse con le sirene
sapere la pericolosità del suono
ma non la sua bellezza.
Conosco la pericolosità della fisicità, della condizione di carne a cui è vincolato l'uomo.
Conosco la potenza con cui è possibile devastare un corpo, corrodendo la pelle fuori e succhiandola da dentro.
Ma non ho mai setito la sua bellezza, e credo che non potrò mai.
Ed è una sensazione spiazzante.
Perchè uno direbbe, tutti direbbero che è invidiabile quello che io ho.
Io invece invidio chi può fare quello che vuole
perchè ho già troppe cicatrici disseminate per aggiungerne  altre.
E a volte rimango lì a rodermi senza far nulla
con una fame di violenza verso me che non ha nome
ma non posso 
perchè il fondotinta non copre delle ferite fresche.
Il fondotinta non copre proprio più un cazzo.
Non copre nemmeno il vuoto.
E allora rimane solo un corpo sul letto,  con un temporale di inizio estate e finestre aperte.

 Ma poi ci sono i libri
che  portano via
da nani e fate mignotte
del mondo reale.
Via dai fotografi e dalle misure.
Via da tutta questa corporalità, tutto questo bisogno di carne che ha il mondo.
Ci sono i film e le sostanze psicotrope.
La fantasia supera di gran lunga la realtà.
L'intangibile ha superato il reale.
Non avrei mai pensato che una spada elfica avrebbe combattuto per me a vent'anni.

Inizia a costruirsi quel sipario
io lo riconosco bene
una pellicola sottile all'inizio, una recizione ed un muro di mattoni
tra il reale e la fantasia
l'ho sempre fatto, come difesa naturale dai mostri .
I mostri esistono e non sempre siamo noi a vincere.
Il danno è che dalle fate
il passo verso  lsd che ti imbacalisce per giorni
 è brevissimo.
E quello è davvero un danno perchè poi ti riprendi ed è peggio di prima.
E rivuoi le fate e gli gnomi e quindi sei da capo.





5 commenti:

  1. Anch'io non gli direi di guardare il mio corpo perché è cambiato fin troppe volte e per troppi medicamenti. Troppe persone pensano che un disturbo alimentare è essere solo sottopeso.

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  2. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  3. Sensazione che il corpo sia qualcosa di "altro", di estraneo...
    Il corpo è un involucro, gli altri possono dire quello che vogliono su quest'involucro.
    seitroppomagra
    staipropriobene
    seingrassatavero?
    seibellissima
    faischifoconquelleossadifuori
    unaragazzaelegante

    ne sento di tutti i colori.
    La bellezza del corpo... difficile percepirla quando una si è abituata a trattarlo come se fosse una cosa inerte. Certe volte si ha l'impressione di averlo in pugno, l'unico modo per averlo in pugno è sfidarlo tentando di distruggerlo, ma in realtà non ti appartiene più. E non sto dicendo cose come "è la malattia che si impadronisce di te e ti controlla" et similia, dico semplicemente che è come se il corpo viaggiasse su un piano altro da te e basta.

    Posso immaginare quanto tu percepisca questa cosa, ho visto le tue foto e quanto sei bella, mi pare di aver capito che bazzichi il mondo delle modelle da tanto, probabilmente da prima che riuscissi a renderti bene conto di come si vive nel proprio corpo; forse, addirittura, come si fa non l'hai mai saputo.

    Ho provato spesso questa sensazione di dissociazione, è quella su cui sto cercando di concentrarmi al momento. Sto cercando di tessere dei fili tra me e il mio corpo, qualcosa che me lo riavvicini in qualche modo. Non è facile, dopo aver tagliato qualsiasi comunicazione per tanto tempo, praticamente parto da zero... ma sono convinta che la strada è questa.

    Verrà da te.
    Un abbraccio

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  4. Sarebbe bello se non avessimo un corpo, se ci potessimo relazionare gli uni agli altri senza questa barriera. Non ci sarebbero giudizi legati a quello che vediamo e non avremmo limiti. Non sentiremmo la stanchezza, la fame, la sete, non avremmo bisogno di niente tranne che di noi stessi.
    Ma un corpo ce l'abbiamo e forse dovremmo imparare a considerarlo solo come un mezzo che ci permette di vivere e di compiere anche le più banali azioni che facciamo ogni giorno, ma purtroppo non è facile proprio perché, essendo così indispensabile, noi pretendiamo dal nostro corpo la perfezione..

    Sarebbe bellissimo potersi rifugiare per sempre nei luoghi fantastici di cui parli, tra eroi e magie e amori impossibili e contrastati che riescono comunque a realizzarsi, tra rivolte che riescono a cambiare un intero mondo.. Mentre noi facciamo una tale fatica anche solo a cambiare noi stessi

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  5. Il corpo è l'involucro esteriore... quello che è il problema - quale che sia - è sempre ciò che ci sta dietro.
    Il corpo è un mezzo, è in fondo l'unica cosa che possiamo controllare, ciò dunque cui attraverso il quale prendono consistenza tutt'altro genere di cose. Ma i veri problemi restano sempre dietro, appena sotto la pelle, quello che non si può mostrare perchè non si può incarnare in niente... sta tutto nella nostra mente ma, non per questo, è meno reale e concreto.

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