martedì 30 settembre 2014

Primo amore







AL
C'è a chi basta un 50Special per volare ,
e a chi uno stomaco vuoto.
Qualcuno si accontenta di un messaggino o un bacio agognato
e a qualquno la differenza la fa pesare un sedano.
Ci sono tanti modi per volare, e voli davvero.
Non credo esistano felicità fittizzie.
L'imprinting di un dca è nella linea di commistione tra  bello e bestiale
e forse è la categoria di sensazioni più brutale di tutte...perchè crea dipendenza.
E tutti quelli che dicono non da  felicità mentono.
NON PORTA a vera felicità, sì vero.
NON DURA, sì vero.
Ma li per lì, la felicità ce l'hai eccome .
Immagina di tornare a 12 anni quando per la prima volta prendi un treno ,  con i tuoi soldini,in segreto da mamma e papà, e vai a fare una scampagnata con le amiche in un posto lontano. Magari ci piazzi la prima birra o la prima canna. Giuro che nella tua vita non ti sentirai mai più così ubriaco o così fatto.
I treni che prenderai dopo non porteranno a posti così belli. I colori saranno più spenti e anche le compagnie meno esaltanti. In quel momento , in quello spazio liminale , eri Dio.
 è la sensazione su cui puoi sempre fare affidamento, il pensiero sicuro, che non sbagli mai.
Cancelli il resto , ma il ricordo intonso e felice della prima volta è quel che ti porti sempre dietro.
Come il primo amore.
Ben diverso dal primo sesso, quella è solo una degenerazione sporca.
Il primo amore è l'impido e spesso inespresso. é quello che ti fa nascondere dietro i muri e sbirciare il compagno di classe arrosendo. Il primo amore è infantile, e come tutte le cose infantili le sensazioni attorno sono pure, spontanee e fortissime.
Il primo amore è quello che ti fotte.

Perché adori soltanto l’inverno?I colori insaturi ? I romanzi senza lieto fine?
Perché credi che gli altri ti porgano solo inganni cordiali?
Novembre è capovolto. I poeti del 14 Dicembre sono tutti toccati dal destino.
Pericle e Canfora non sono mai stati compagni di banco 

e i ragazzi tristi si baciano più a lungo. Più dolcemente.

mercoledì 24 settembre 2014

Idiosincrasia

Idiosincrasia
Idios-Proprio
Syncrasis-Carattere



Lottiamo un vita intera per "Essere"
Emancipati , Autonomi e Indipendenti
 condizioni fondanti per la senzazione del nobile...
per l'arte, l'arte di creare musica e pitture, l'arte di vivere una vita  o l'arte di non morire.
Traslando sistema,  leggo di annunci hegeliani sulla "morte dell'arte", sulla crisi della scena indipendente italiana, sulla nullità volitiva dei giovani e sulle generazioni che non sono più quelle di una volta. Leggo a grandi lettere stampa di Repubblica e Il Carlino che le ciambelle non escono sempre con il buco e che le mezze stagioni si è scoperto non esistere più.  Questi cazzo di panda non ficcano e il giardino del vicino è più o meno sempre migliore. Leggo fango sulle testate nazionali, ma scorgo melma in chi ne fa oro. In chi "l'ho visto su youtube" ed "il pensiero comune".
Fatti un youporn.
Rivolgo una riflessione,un incitamento al pensiero che sorge dal basso,senza filtri d'interesse, che fa fatica a tramontare. Un pensiero sull'economia odierna, sulle misure " d'emergenza" , sull'instabilità del governo e personale:
"Questi individui che fino ad oggi hanno deciso in piena coscenza di baciare mani che MAI hanno "voluto" tagliare; che hanno depauperato per anni iniziative di ogni sorta, indirizzo e sfumatura; che hanno rincorso l'onda "main stream" a tutti i costi...come si comportano oggi?
Oggi che "per colpa degli altri  degradano"?"Falliscono?""Cercano il futuro all'estero"?
Dove li mettiamo i principi fondamentali? l'inalienabile "diritto alla rivoluzione"?
Diritto, prima che civile, diritto inalienabile dentro di ognuno. Il diritto di cambiare.
Saper costruire opportunità concrete. Libera iniziativa. Cultura, abnegazione,  passione. Coerenza.
Quali altri se non questi i parametri intoccabile dell'indipendenza, autonomia ed emancipazione.
Ad ogni modo, ad ogni pallina di fango vomitata sulla mia generazione,sulle prossime e su tutti coloro che arteficiano il proprio avvenire indifferenti alle retoriche comuni da mercato paesano e piazza Hut ,
io mi sento di dire
"Il panorama (quantomeno) italiano è vivissimo. Sano, pieno di risorse, formazione, e rabbia!"
Questi soggetti sono in crisi.
Questa è la crisi , amici miei.
Non il prezzo del petrolio che impenna e le borse che crollano. Non le imprenditorie che chiudono e i posti fissi fissamente precari. Questi sono riverberi.La crisi non è monetaria, la crisi è di identità strutturale e sovrastrutturale. La crisi è di chi sta sotto a tutti coloro che sono incapaci di sopperire alle "repentine modificazioni" del mercato.I grandi colossi dell'industria, che da sempre hanno tranciato il proprio orizzonte d'azione attiva e produttiva, riducendo a maceria la speranza di una offerta qualitativa... a fronte di una  genuflessione mercificatasi a guisa di spregevole domanda quantitativa
Loro Chiudono!
Chiudete? Prima di esservi resi indipendenti?
Come coloro che mollano prima di iniziare davvero. Che non ce la fanno prima di aver spostato un dito, ma non ce la fanno con il pensiero. Sai quanti, e sai quanta poca pena. Per le mie conoscenze ordinarie e per i "grandi " che falliscono . Sai quanta poca pena. Per tutti coloro che non hanno null'altro che una spirale strozzata di lamentele. Per tutti coloro che gravitano negli anni, ripetendo improbabili mantra di autocommiserazione\convinzione.Quanta poca pena per coloro che hanno una vita e non la vivono per inerzia. E non è un fatto religioso o di qualunquismo, non è " è un peccato gettar la vita". Mi ci faccio una sega sopra queste sparate. è che questo ammasso indefinito è proprio la stragrande maggioranza che commenta e inveisce a sparo. Dalle proprie poltrone nemmeno troppo comode perchè non hanno avuto lo sbattimento di procurarsi di meglio.
Lasciate piuttosto le vostre poltrone "da seconda seduta" e tornate a scavare
Lasciate, per questa volta, libero il passo
Non lanciate merda stantia.
Capite di aver offerto soltanto scatole vuote.
I contenuti non vi sono mai appartenuti... né per matrice intrinseca né perchéavete mai avuto capacità di valorizzarli

Lasciate le vostre ridicole poltrone e ritornate a scavare.
C'è bisogno d'altro.

lunedì 1 settembre 2014

La bellezza



Io urlo sempre quando qualcosa di bello finisce
Questa contorta concezione di bellezza. Bello se  fa male. Se fa stringere le budella.
La bellezza che trovo indietro è quella massiccia di momenti tesi, di  sbagli e recuperi, di pianti.
è quella che a un certo punto , in una discussione qualunque , guardi in faccia delle persone e senti che hanno preso più cose loro di te in una manciata di giorni che molti altri in un anno.
Quella che non ti accorgi quanto è vera , quanto è stata presente , fin che non è finita.
è quando chiudi sapendo che ciò che succede in quel luogo rimane in quel luogo.
Che siamo tutti persone diverse là fuori.
Siamo tutti più rotti ma meno visibilmente fragili, siamo tutti più gonfi, tutti più incartati nella demagogia culturale.
Siamo tutti pronti a essere diversi , ma rimaniamo attaccati alla nostra storia. 
Determinati a seguire il racconto già scritto.
Siamo tutti diversi, e sappiamo che fuori da qui nessuno si ritroverà più negli stessi sguardi.
Questa è la bellezza
Questo è il concetto di tempo liminale, di tempo che non ha tempo a cui non serve tempo.
Questa per me è la bellezza devastante, quella che esce in lacrime irreprimibili nei momenti più disparati.

La bellezza
è Settembre dove l’estate muore in un sangue di foglie arancio e l’inverno ancora non riesce a penetrare dei tramonti
è l’oceano dell’Aquitania , il mare che non è mare caldo e accogliente, ma violento sulla sabbia delle colline coperte di sterpaglie.
Sono i jeans lunghi ma la maglietta ancora a maniche corte.
è tornare in un posto, in una persona e accorgersi di essersi dimenticati tutti i preconcetti. Che puoi vivere secondo come sono le cose ogni giorno e non secondo come dovrebbero essere nella tua testa.
La bellezza è sapere che ogni cosa è possibile veramente.
La bellezza non sono le ossa, ma quello che celano gli occhi di chi le porta.
 La storia e la complessità di una persona.
Questa è la bellezza per me.