sabato 4 luglio 2015

Bosco and Rossana


Ho una playlist che si chiama Bosco. Bosco come la canzone dei Placebo.
Sei nei sedili posteriori dell'auto. L'aulto che corre anche se i miei occhi sono gonfi e rossi.
Anche se l'unica cosa che riesco a pensare è
Dio ti prego questa volta devo guidare anche se ho bevuto. Dio ti prego questa volta l'adrenalina ha fatto il miracolo e sono lucida . Dio ti prego fammela andare bene questa volta. Dio. Il vento e le foglie d'autunno entrano dai finestrini.
Ti ho amato più di qualsiasi altro uomo. Tu sei l'amore della mia vita e lo sarai sempre.
Lascio la macchina in mezzo alla strada di casa tua e non riesco a scendere.
Rotoli giù e mi aiuti a rotolare.
Siamo sull'asfalto e vomiti acido. Mi guardi e ridi e io rido. Siamo sull'asfalto con la puzza di vomito e mi cerchi la mano . Ridiamo fino a piangere , fin tanto che la gola non si stringe in singhiozzi.
Sai tutto di me , sai così tanto da essere troppo. Sai che non sarò mai abbastanza , sai che saremo sempre vicini ma mai pronti per tenerci davvero. Sappiamo che di qui in poi le cose cambiano e che non ci saranno più i Luminers o notti d'estate. Ti conobbi in una notte d'estate. Ti conobbi con il fiato corto, seduti dietro una porta con un bicchiere di gin lemon. Perchè il gin si sposa benissimo con la lemon. Ti conobbi sul divano di una hole di un hotel. E finisce così , dietro le porte di un'auto con del vomito a terra. Con il gin nella pancia e gli occhi imploranti di non fare altre promesse. Di lasciare andare.
Sarai una grande persona, sarai la mia persona ovunque nel mondo.
Sarai la persona che mi ha salvato la vita.

Quasi un anno dopo
ho una playlist che si chiama Rossana. Rossana come la canzone dei Toto.
E canto dinuovo in mutande davanti allo specchio .
Canto con amici in una casa con una birra in mano . Ce la passiamo. Ci passiamo il vino rosso e le labbra e i denti diventano viola. Corriamo con biciclette senza freni e fanculo ad un altro esame chiuso.
Dio ti prego fammela andare bene . Almeno questa volta. Almeno questa vita parallela imboccata bene .
Quasi un anno dopo sono seduta sotto un monumento. è una notte d'estate .Una birra difianco ed un ragazzo mi abbraccia stando in piedi tra le mie gambe. Ha gli occhi di un bambino molto intelligente, ha gli occhi di chi ha visto davvero poco. Ha quegli occhi che mi fanno piangere perchè vorrei averli anche io . Sono bellissimi. Sono gli occhi giusti di un ventenne. Come faccio a raccontarti. Come faccio a tornare indietro e amputarmi la testa per i pensieri sbagliati. Come faccio a fare le scelte giuste . Niente eccessi , niente famiglie amici e conoscenti strani. Niente storie di droghe. Niente confini tra vita e morte e suicidi. Niente depressioni. Niente dita in gola, niente digiuni. Niente vuoti a perdere ed inverni perduti. Niente strette allo stomaco.
Io sono un intrusa qui.
Sono sporca e non durerà mai.
Non mi abbracciare e non mi guardare come se potesse andare avanti.
Io sono sporca e le cose sporche puzzano come i cadaveri che sezioniamo.
Non darmi questa leggerezza illusoria . è così non parte di me che potrei tirare giù anche te.
E dire che è un periodo su.
E dire che non ho mai riso così tanto , così bene, così da dimenticare .
Dio ti prego tutto questo è così bello. Dio ti prego lasciami questo per una volta lasciami questa che è la mia strada. La mia. Così .

sabato 13 giugno 2015

Porto Sicuro

La mia pace è una terra lontanissima
Lì dove non ci si chiede più
Stiamo morendo o stiamo vivendo
lì dove nessuno sente perchè non c'è niente da sentire.
E tutto si distrugge, e niente si trasforma.
La mia pace è nel Porto Sicuro
non sei tu, non è umano,
è tra rapporti anatomici e tavole, biochimica e fantascienza.
è il Porto Sicuro, è dove tutto si ferma , è lunico luogo per cui ho riguardi .
è l'unico che mi ha salvato non passivamente, concedendomi di salvarmi.
L seconda possibilità.
è il Porto Sicuro in  quelle mattine bianche
Dove vedi nascere il bianco dal nero della notte, dal grigio di una sigaretta che si risolve in spirali leggere e catrame negli alveoli polmonari
Quelle mattine dove sei ricolmo di un fitto vuoto pressante
Il vuoto pneumatico che porta all'inevitabile accensione della spia: l'etere non è tranquillo.
C'è qualcosa che sai fare?
Sai abbracciarti dasolo?
Stringendo forte ,forte fino a comprimere il costato.
Nessuno potrà mai togliertelo. Quel preciso punto, la cui consapevolezza strappa un sogghigno. Saper scegliere il disco giusto per ogni occasione. E grondare di immersioni gelide di riconoscenza. Verso tutto questo. Verso le mani che mai ti hanno abbandonato, seppur avendoti spesso spinto nelle cavità  più buie.
Nella meraviglia di quell’abbraccio ridi la fantasia della pioggia appena raccolta.
A volte non si trovano aurore sul cammino, nessuna maledetta ragione per sopportare tutto questo. Ora che sei decisamente te. Disgiunto nel corpo e nella mente, cartesianamente inviolabile.
Se è vero che tutte le persone che siamo state dormono nel nostro inconscio con i loro traumi  per tornare nuovamente attive, allora siamo davvero fottuti.





















domenica 31 maggio 2015

Ancora no

è l'amore tra le aule di facoltà
negli angoli scuri delle aule studio
tra una cicca e tavole di anatomia.
è l'amore dei baci leggei e dei flirt maldestri, dei biscotti al discount e delle notti pre esame.
Delle sere con la birra e con la timidezza di sfiorarsi appena
dei baci sulla bici e delle spalle che grattano contro i muri sotto casa.

è l'amore dei 20 anni. è l'amore più forte e più vero che proveremmo mai.

Abbiamo ancora questo, per poco, poi saremo gente che salva altra gente.
Ma per ora cantiamo e beviamo vino. Cantiamo certe notti e Luco Dalla .
Con una chitarra e con lambrusco e birra Peroni.
Con pagliette di tabacco sotto le unghie
e la capacità ancora di sedere a terra con le gambe incrociate.
Non dobbiamo ancora rispondere a una vita, non è ancora il momento.
Per ora abbiamo l'illusione che medicina sia questo. Parlare di diritti umani , di esami pato e farmaco.
Crediamo ancora sia avere ideali e non accettare vacanze da case farmaceutiche.
Non siamo ancora così corrotti